Autocoscienza e volontà

"L’evoluzione può essere necessaria soltanto a colui che si renda conto della sua situazione e della possibilità di cambiarla, e si renda conto che ha dei poteri che non usa e delle ricchezze che non vede. Ed è nel senso della presa di possesso di questi poteri e di queste ricchezze che l’evoluzione è possibile" (cit. George Ivanovitch GURDJIEFF).

Questo è solo uno dei molteplici aspetti che definiscono l’autocoscienza. Abbiamo in dotazione tutto quello che ci serve per essere felici o realizzati ma, come ogni cosa, esiste anche l’altra faccia della medaglia.
Non avere dei limiti, essere unici e speciali comporta la presa di coscienza che abbiamo una responsabilità verso il modo in cui stiamo vivendo la nostra vita!

Identificarsi con uno stato d’animo, una situazione o un pensiero e quindi passare da "io provo…", "io sento ...", "io vivo ..." a "io sono ..." comporta DIVENTARE quel pensiero, quel sentimento o quella situazione e alimentarla!

Se “io sono triste” è come se indossassi quel particolare tipo di occhiali e osserverò la realtà attorno a me filtrata da tali lenti!
La realtà, come dicevo all’inizio citando Kant, “diventa” tutta di quel colore di lenti.
Pensieri negativi portano ad altri pensieri negativi come emozioni negative e così via.

Allenarsi ad usare l’autocoscienza in sinergia con la volontà, aumenta la consapevolezza che avete di voi crendo un salvavita che in futuro si “ri-attiverà” prima che le cose siano “troppo tardi/complicate”

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